{"id":17311,"date":"2021-05-07T14:26:37","date_gmt":"2021-05-07T12:26:37","guid":{"rendered":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/?p=17311"},"modified":"2024-01-09T16:17:09","modified_gmt":"2024-01-09T15:17:09","slug":"carlo-collodi-e-il-sogno-di-giannettino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/carlo-collodi-e-il-sogno-di-giannettino\/","title":{"rendered":"Carlo Collodi e il sogno di Giannettino"},"content":{"rendered":"<p>La prima menzione documentaria del Parmigiano Reggiano risale al 1254, quando in un codice manoscritto, oggi conservato a Genova, venne citato il \u201cCaseus Parmensis\u201d. Da allora il Parmigiano trov\u00f2 spazio in molte opere, acquisendo gradualmente lo status di prodotto celebre, riconoscibile in tutto il Paese e, in seguito, nel mondo.<\/p>\n<p><strong><em>Il periodo storico<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Uno dei momenti decisivi di questa ascesa risale al periodo postunitario, momento storico in cui il neonato Regno d\u2019Italia, a discapito dell\u2019ancora dilagante analfabetismo, attravers\u00f2 un periodo di grande crescita culturale. L\u2019editoria era stata, fino a quel momento, legata ad una produzione frammentata e artigianale, di certo non favorita dalla sostanziale assenza di un pubblico di lettori esteso e interessato. Dopo il 1861, con una pi\u00f9 netta distinzione tra il mestiere di editore, di natura creativa e culturale, e quello di stampatore, cio\u00e8 quello di chiunque possedesse un torchio da stampa, la produzione libraria italiana cominci\u00f2 a muovere i primi passi. In questo processo, il fiorentino <strong>Carlo Collodi (<\/strong>1826-1890), al secolo Carlo Lorenzini, fu l\u2019autore di uno dei best-seller dell\u2019epoca, un romanzo da consegnare alla posterit\u00e0. <strong><em>Le Avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, <\/em><\/strong>usc\u00ec nel 1883 per l\u2019editore Paggi di Firenze come romanzo per ragazzi, arricchito dalle illustrazioni di Enrico Mazzanti (1850-1910). Il burattino di Collodi era destinato a diventare protagonista di uno dei libri pi\u00f9 venduti nella storia del Bel Paese, anche considerando la sua longevit\u00e0 editoriale, con un numero imprecisato di ristampe e un lavoro di traduzione in ben 240 lingue (secondo le recenti ricerche UNESCO).<\/p>\n<p><strong><em>Giannettino e il Parmigiano<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Tuttavia, prima che Collodi desse i natali a Pinocchio, un altro personaggio aveva popolato le pagine dei suoi racconti, da subito rivolti ai pi\u00f9 giovani in un momento storico in cui la formula letteraria \u201cpedagogica\u201d mirava a formare le generazioni future. La prima edizione di <strong><em>Giannettino <\/em><\/strong>era uscita, anch\u2019essa per Paggi, nel 1877. Le sue avventure sono forse meno conosciute di quelle del suo successore, ma offrono un quadro dettagliato del Paese in quel periodo di fermento e cambiamento, citando inoltre a pi\u00f9 riprese le prelibatezze tipiche delle regioni visitate durante i viaggi immaginati dall\u2019autore. <em>Il viaggio per l\u2019Italia di Giannettino<\/em> fu un volume in tre parti, ognuna dedicata a una zona dello Stivale: la parte prima al Nord (Italia superiore), la parte seconda all\u2019Italia centrale e infine un volume dedicato alle avventure di Giannettino nel Mezzogiorno, tra le bellezze del Meridione. Collodi fece cos\u00ec incontrare il Parmigiano al suo giovane personaggio, fotografando l\u2019amore tra il prodotto e il suo territorio. Nell\u2019episodio in questione Giannettino, dopo aver sognato i numeri vincenti della lotteria, progetta i vari modi per spendere il denaro della vincita. Tra le fantasticherie del personaggio, troviamo un chiaro riferimento al \u201cRe dei formaggi\u201d:<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026se vinco un terno \u2013 diceva agli amici \u2013 voglio comperare una villa, un palazzo, quattro cavalli scappatori, una bella galleria di quadri e una forma intera di cacio Parmigiano\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Nelle sue pagine, Carlo Collodi ci parla di un\u2019Italia neonata, ma gi\u00e0 conscia delle proprie potenzialit\u00e0 e pi\u00f9 che mai legata ai frutti della sua terra. Giannettino riusc\u00ec a descrivere, forse ancor pi\u00f9 di Pinocchio, il corollario di ricchezze alimentari che ancora oggi \u00e8 motivo d\u2019orgoglio per gli italiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima menzione documentaria del Parmigiano Reggiano risale al 1254, quando in un codice manoscritto, oggi conservato a Genova, venne citato il \u201cCaseus Parmensis\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":17312,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,23],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17311"}],"collection":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17311"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17311\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17312"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17311"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17311"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17311"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}