{"id":19019,"date":"2022-11-10T14:42:33","date_gmt":"2022-11-10T13:42:33","guid":{"rendered":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/?p=19019"},"modified":"2024-01-09T16:17:08","modified_gmt":"2024-01-09T15:17:08","slug":"le-interviste-impossibili-a-cura-di-giovanni-ballarini-apollonio-e-il-formaggio-marcato-luni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/le-interviste-impossibili-a-cura-di-giovanni-ballarini-apollonio-e-il-formaggio-marcato-luni\/","title":{"rendered":"Le interviste impossibili \u2013 A cura di Giovanni Ballarini &#8211; Apollonio e il formaggio marcato Luni"},"content":{"rendered":"<p><em>Un\u2019antica leggenda narra che nei musei, sotto il patronato di Apollo, la notte del solstizio d\u2019estate le Muse richiamano in vita le immagini e danno voce agli oggetti che si fanno intervistare. \u00c8 in una di queste occasioni che un particolare della <\/em>Tabula Peutingeriana<em>, esposto al Museo del Parmigiano Reggiano, ci permette di conoscere come gi\u00e0 duemila anni fa i formaggi provenienti dal Parmense venissero marchiati al Porto di Luni e giungessero via nave ai mercati di Roma.<\/em><\/p>\n<p><strong>APOLLONIO E IL FORMAGGIO MARCATO LUNI<\/strong><\/p>\n<p>Tutto inizia da Roma, <em>caput mundi<\/em>, anzi da uno dei suoi pi\u00f9 importanti mercati, il <em>Velabrum, <\/em>situato nell\u2019area pianeggiante tra il fiume Tevere e il Foro Romano, tra i colli del Campidoglio e del Palatino, contiguo al Foro Boario e al <em>Vicus Tuscus<\/em>, borgo etrusco o via etrusca, la via che partendo dal Foro Romano costeggia le pendici del Palatino verso il Circo Massimo. Nel Foro Boario si commerciano gli animali vivi, nel <em>Vicus Tuscus<\/em> vi sono i mercanti di stoffe e abiti e nel <em>Velabrum<\/em>, sulla cui denominazione vi sono molti e discordi racconti, sono insediate attivit\u00e0 commerciali e produttive legate soprattutto al settore alimentare. \u00c8 l\u2019anno 100 dopo Cristo. Gi\u00e0 al mattino presto dalle banchine del fiume Tevere sono scaricate le merci che arrivano da ogni parte dell\u2019Impero e il mercato raggiunge la sua massima attivit\u00e0 all\u2019<em>Ora Sexta<\/em> (tra le undici e le dodici) quando con colorite grida ogni venditore magnifica le sue merci.<\/p>\n<p>In questo affollatissimo \u201cventre di Roma\u201d i venditori delle merci sono riuniti per tipo di prodotto, agevolando i compratori, dai semplici cittadini ai cuochi che devono preparare la cena dei loro padroni, suscitando anche la curiosit\u00e0 degli sfaccendati che si accingono a raggiungere le Terme.<\/p>\n<p>Una particolare attenzione, tra i molti formaggi esposti sui banchi dei venditori, da qualche tempo suscita il formaggio ovicaprino decantato a gran voce da Apollonio che magnifica il suo <em>Formaggio di Luni<\/em> di grandi dimensioni e marchiato con l\u2019immagine della luna. Per vendere il suo formaggio con voce potente Apollonio continuamente grida \u201c<em>Caseus Lunensis! Caseus Lunensis!\u201d <\/em>intercalando con<em> \u201cPraestabit pueris prandia mille tuis<\/em>\u201d (Formaggio di Luni! Mille pranzi per i tuoi schiavi) divenendo celebre anche grazie alla citazione di Marziale.<\/p>\n<p><strong>Apollonio \u2013 gli chiedo \u2013 sai che tutta Roma ti conosce e spesso ride del tuo formaggio da quando Marco Valerio Marziale (38 o 41-104 d.C.) ha messo il tuo richiamo in uno dei suoi libretti? <\/strong><\/p>\n<p>Conosco bene Marziale \u2013 mi risponde Apollonio \u2013 un poeta che quasi tutti i giorni viene qui al mercato per avere ispirazioni da scrivere nei suoi libretti da vendere. Mi hanno anche fatto vedere il suo <em>Liber XIII XENIA \u2013 XXX <\/em>dove di sana pianta ha copiato il mio richiamo scrivendo: <em>Caseus Lunensis<\/em> &#8211; <em>Caseus Etruscae signatus imagine Lunae \/ Praestabit pueris prandia mille tuis <\/em>(Il formaggio di Luni \u2013 Il formaggio segnato dal marchio della etrusca Luni \/ Fornir\u00e0 mille pranzi ai tuoi schiavetti). Ora molti mi prendono in giro per i mille pranzi per gli schiavi, ma per me \u00e8 tutto un vantaggio perch\u00e9 in questo mercato sono il solo che vende un formaggio con un marchio e cos\u00ec ho aumentato le vendite [1].<\/p>\n<p><strong>Veniamo subito alla storia dei mille pranzi per gli schiavi. Con questa frase, che cosa vuoi dire al pubblico che si accalca attorno al tuo banco?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente non \u00e8 quello che alcuni hanno pensato e cio\u00e8 di enormi forme di formaggio, non vedendo quello che ho sul banco di vendita. Voglio soltanto dire che il mio formaggio, ben stagionato e che importo da Luni, ha un grande potere nutritivo e ne basta una piccola quantit\u00e0 e mille \u00e8 solo un termine iperbolico d\u2019immagine. D\u2019altra parte, che senso avrebbe promuovere un alimento con il pregio di una qualit\u00e0 che deriva dalla sua origine, per poi darlo agli schiavi?<\/p>\n<p><strong>Veniamo all\u2019origine del formaggio segnato dal marchio della etrusca Luni. Perch\u00e9 questa marchiatura?<\/strong><\/p>\n<p>Da quando a Roma arrivano alimenti da ogni parte dell\u2019Impero alcuni hanno incominciato a identificare i migliori e da tempo siamo abituati alle anfore di <em>garum<\/em> e di vini che portano impressi simboli d\u2019identificazione del produttore o anche di origine, purtroppo gi\u00e0 con fenomeni di contraffazione. Da quando si sono sviluppati i commerci diviene necessario dare certezze e per questo sulle anfore dei vini e del <em>garum<\/em> di migliore qualit\u00e0 vi sono indicazioni del contenuto e per esempio a <em>Iulia Concordia<\/em> si applicano targhette di piombo anche alle balle di lana indicando il peso, la qualit\u00e0 e il nome del produttore. Lo stesso sta avvenendo per formaggi che s\u2019imbarcano a Luni e che mi arrivano qui a Roma. Sono formaggi prodotti non tanto nei territori vicini al porto, ma che arrivano soprattutto da una pi\u00f9 ampia area fino alla pianura padana, facilmente raggiungibile attraverso alcuni passi appenninici e quindi anche dalle <em>Regiones<\/em> <em>regio VIII Aemilia<\/em> e <em>regio IX Liguria<\/em> di quella che prima era la Gallia Cisalpina. Territori ricchi di <em>Campi Macri<\/em> lodati da Strabone (60 a.C.-21-24 d.C.) dove ogni anno si tiene una fiera famosa e dove Lucio Giunio Moderato Columella (4-70 d.C.) riporta come le greggi che pascolavano nei <em>Campi Macri<\/em> fossero le pi\u00f9 pregiate. Formaggio con il marchio della luna \u00e8 quindi una indicazione di origine che garantisce una qualit\u00e0; una necessit\u00e0 quindi che deriva anche da un\u2019estensione dei commerci e dei consumi, un fenomeno transitorio ma che diverr\u00e0 una necessit\u00e0 ogni qual volta vi sar\u00e0 un mercato globalizzato.<\/p>\n<p><strong>Grazie Apollonio delle tue precisazioni e che danno testimonianza dell\u2019importanza della qualit\u00e0 e come questa possa essere identificazione di una marchiatura, con il pericolo per\u00f2 di una falsificazione, ma tu, sul formaggio che vendi, ci metti anche la tua faccia che non pu\u00f2 essere falsificata. Comunque quando vedi Marziale salatemelo e digli che gradirei con lui conversare sui molti formaggi che vedo in questo mercato.<\/strong><\/p>\n<p>[1] Che poeti, musicisti e altri artisti usino le grida e i richiami di venditori di strada nelle loro opere non deve stupire. Giuseppe Verdi, tra i tanti, porta sempre con s\u00e9 un libriccino di annotazioni e prende i temi delle sue fughe dal richiamo di un venditore di gelati o di un barcaiolo, il grido che accompagna il lavoro dei trebbiatori e dei vignaioli, il pianto di un bambino (Franz Werfel, <em>Verdi. Il romanzo dell\u2019opera<\/em>, Milano, Corbaccio, 1929; Bruno Barilli, <em>Il paese del melodramma,<\/em> Lanciano, Carabba, 1929; Torino, Einaudi, 1985).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto inizia da Roma, caput mundi, anzi da uno dei suoi pi\u00f9 importanti mercati, il Velabrum<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":19020,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,104],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19019"}],"collection":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19019"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19019\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19020"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}