{"id":20333,"date":"2024-01-17T11:36:47","date_gmt":"2024-01-17T10:36:47","guid":{"rendered":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/?p=20333"},"modified":"2024-01-18T14:43:18","modified_gmt":"2024-01-18T13:43:18","slug":"le-interviste-impossibili-a-cura-di-giovanni-ballarini-leonardo-da-vinci-a-parma-con-formaggio-e-malvasia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/le-interviste-impossibili-a-cura-di-giovanni-ballarini-leonardo-da-vinci-a-parma-con-formaggio-e-malvasia\/","title":{"rendered":"Le interviste impossibili \u2013 A cura di Giovanni Ballarini &#8211; Leonardo Da Vinci a Parma con formaggio e Malvasia"},"content":{"rendered":"<p><em>Un\u2019antica leggenda narra che nei musei, sotto il patronato di Apollo, la notte del solstizio d\u2019estate le Muse richiamano in vita le immagini e danno voce agli oggetti che si fanno intervistare. \u00c8 in una di queste occasioni che la incisione di Annibale Carracci del venditore di Parmigiano esposta al Museo del Parmigiano Reggiano di Soragna si anima e ci permette di incontrare Leonardo da Vinci, in transito da Parma nel settembre 1514.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>LEONARDO DA VINCI A PARMA CON FORMAGGIO E MALVASIA<\/strong><\/p>\n<p>Il pomeriggio sta diventando sera nel soleggiato venerd\u00ec 25 settembre 1514 di una Parma che dopo un\u2019ultima parentesi comunale ed essere passata agli Sforza e poi ai francesi dal 1512 \u00e8 ora sotto il dominio della Chiesa. Si incontra poca gente sulle vie e in piazza sono rimasti solo quelli che vogliono vedere chi arriva in citt\u00e0 al termine di una giornata di viaggio ai\u00a0quali\u00a0chiedere notizie di luoghi lontani. Un particolare interesse quella sera riceve un anziano dalla lunga capigliatura e con una fluente barba che arriva da Milano e che,\u00a0accompagnato da due giovani, si reca alla Campana, la migliore locanda cittadina. Un interesse che rapidamente si propaga per la citt\u00e0, quando si scopre che giunto a Parma \u00e8 il celebre Leonardo con due suoi allievi. A sera inoltrata, quando il Maestro con i suoi due accompagnatori si accomodano a un tavolo della locanda per la cena,\u00a0dichiariamo che sono nostri ospiti, potendo cos\u00ec iniziare una imperdibile conversazione. Leonardo da Vinci (1452-1519) accetta e ci presenta i suoi accompagnatori, i pittori Francesco Melzi (1491-1570) e Gian Giacomo Caprotti (1480-1524)\u00a0che chiama anche con il soprannome di Sala\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Maestro lei si tratterr\u00e0 a Parma per alcuni giorni? Potr\u00e0 anche incontrare <\/strong><strong>il giovane pittore <\/strong><strong>Antonio Allegri, detto il Correggio (1489-1534) che \u00e8 qui dal 1519<\/strong><strong> e che \u00e8 andato a Milano <\/strong><strong>per conoscere le sue opere<\/strong><strong>? <\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo non mi posso fermare a Parma se non per una notte di riposo, in quanto debbo passare per Firenze dove ho alcune pratiche da sbrigare e raggiungere rapidamente Roma dove mi attende Giuliano di Lorenzo de\u2019 Medici (1479-1516), fratello di papa Leone X (Giovanni di Lorenzo de\u2019 Medici, 1475-1521), che mi ospiter\u00e0 negli appartamenti del Belvedere al Vaticano.<\/p>\n<p>Dovr\u00f2 anche partire di buon\u2019ora perch\u00e9 durante l\u2019attraversamento dell\u2019Appennino parmigiano, proprio nelle zone dove crescono le viti di Malvasia (N. d. I. &#8211; Maiatico) e per il mio interesse per quanto la natura nasconde tra le rocce, voglio esaminare \u201c<em>le moltitudini di <\/em><em>nichi<\/em><em> [conchiglie] e coralli intarlati, ancora appiccic<\/em><em>ati <\/em><em>alli<\/em><em> sassi, de&#8217; quali quand\u2019<\/em><em>io facevo il gran cavallo di Milano, me ne fu portato un gran sacco nella mia fabbrica da certi villani<\/em>\u201d. (N. d. I. Gran cavallo \u00e8 il monumento a Francesco Sforza (1401-1466) il cui modello fu terminato da Leonardo a Milano nel 1491). Per queste incombenze in questa sera avr\u00f2 solo il piacere di gustare i buoni cibi di questa terra. Anzi le chiedo quali potrebbero essere? E poi non mi chiami Maestro, perch\u00e9 io in tutta la mia vita ho sempre cercato pi\u00f9 di imparare che di insegnare.<\/p>\n<p><strong>M<\/strong><strong>essere, cos\u00ec la chiamer\u00f2, come vede molte persone richiamate dalla sua fama sono entrate in questa sala<\/strong><strong>,<\/strong><strong> ci osservano e vedranno casa mangeremo. Oggi \u00e8 venerd\u00ec, giorno d\u2019astinenza dalle carni, regola particolarmente seguita da quando Parma \u00e8 sotto il dominio della Chiesa di Roma, per cui non posso suggerire piatti di carni di cui Parma \u00e8 ricca.<\/strong><\/p>\n<p>Sotto un certo aspetto ci\u00f2 non mi dispiace, perch\u00e9 da lungo tempo grande \u00e8 il mio amore nei confronti degli animali e non solo quello della loro osservazione e studio. Quando a Firenze passavo davanti alle gabbie degli uccelli messi in vendita li avrei voluti comprare tutti per donare loro la libert\u00e0 che spetta per diritto naturale (N. d. I. \u2013 Giorgio Vasari, 1511-1574). Inoltre so che il toscano Andrea Corsali (1487-15??) ha scritto a Giuliano de\u2019 Medici (1479-1516) che vi sono persone che non si cibano di cosa alcuna che tenga sangue, n\u00e9 fra essi loro consentono che si noccia ad alcuna cosa animata, aggiungendo \u201ccome il nostro Leonardo da Vinci\u201d. Per questa cena gradirei avere pane, frutta e soprattutto il vostro celebre formaggio Parmigiano, che noi toscani conosciamo bene fin dal tempo di Giovani Boccaccio (1313-1375). Il vino che preferisco \u00e8 la Malvasia come quella prodotta dalla vigna che a Milano nel 1498 mi \u00e8 stata donata da Ludovico il Moro (1452-1508) e che intendo lasciare a Sala\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Ottima scelta la sua, perch\u00e9 in questa locanda, come cibo in sostituzione della carne, \u00e8 offerto il primo formaggio preparato all\u2019<\/strong><strong>apertura<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>primaverile dei caseifici e <\/strong><strong>che ben si accosta ai fichi che<\/strong><strong> si raccolgono in questo <\/strong><strong>periodo come ultimi regali dell\u2019<\/strong><strong>abbondanza estiva. Inoltre qui sulle co<\/strong><strong>l<\/strong><strong>line di Maiatico coltiviamo un\u2019ottima Malvasia<\/strong><strong>. M<\/strong><strong>a ecco qui il padrone della locanda che ci porta pane, formaggio <\/strong><strong>P<\/strong><strong>armigiano, fichi e altra frutta e boccali di Malvasia.<\/strong><strong> Ora mangiamo e quando saremo giunti al termine di questo pasto, quale il suo giudizio?<\/strong><\/p>\n<p>Di banchetti, non lo dico per vantarmi, me ne intendo.\u00a0Ricordo quello che nel 1489 ho organizzato a Tortona per le nozze del duchino Gian Galeazzo Maria Sforza (1469-1494) e sua cugina Isabella d\u2019Aragona (1470-1524) e nel quale ho inserito i formaggi e una torta nuziale di formaggio, la Torta bianca secondo la ricetta di Maestro Martino e dove ho usato il cacio di Montebore. Inoltre nel mio poemetto-men\u00f9 del banchetto spettacolo <em>L\u2019Ordine de le <\/em><em>Imbandisone<\/em><em>\u00a0<\/em>cito un formaggio fresco del pian di Lombardia. Non \u00e8 quindi necessario arrivare a fine pasto e gi\u00e0 durante questo posso dire che questo formaggio,\u00a0originaria invenzione dei monaci che hanno dissodato parte di queste terre, \u00e8 ottimo non solo come condimento ma anche come cibo e conferma la notoriet\u00e0 che si \u00e8 conquistato in Italia e fino alle lontane terre francesi dove intendo andare. La sua conformazione larga e piatta meriterebbe anche una bella rappresentazione da parte di un qualche pittore o incisore (N. d. I. \u2013 Sar\u00e0 Annibale Carracci (1560-1609) che incider\u00e0 il <em>Venditore di formaggio P<\/em><em>armigiano<\/em>). Particolarmente gradita mi \u00e8 anche questa Malvasia, se non sorella, certamente parente stretta di quella piacentina e della mia milanese e che ben si accosta a un giovane formaggio e ai dolci fichi di questa stagione. Una cena che io, come sono sicuro i miei giovani compagni di viaggio e di ricerca artistica, non dimenticheremo mai.\u00a0Per questo spero di incontrarla ancora e la invito a essere mio ospite quando potr\u00f2 vivere con pi\u00f9 tranquillit\u00e0, nelle terre francesi dove intendo stabilirmi, come le ho gi\u00e0 accennato.<\/p>\n<p><strong>Anche noi<\/strong><strong> non dimenticheremo mai questo incontro<\/strong><strong>, gentile Messere e grande Maestro<\/strong><strong>. G<\/strong><strong>razie di aver accolto il nostro invito<\/strong><strong> e <\/strong><strong>speriamo si possa ripetere in un suo ritorno da Roma<\/strong><strong> durante un <\/strong><strong>pi\u00f9 lungo<\/strong><strong> soggiorno a Parma<\/strong><strong>, in modo che lei possa meglio conoscere questa nostra bella e sempre accogliente <\/strong><strong>citt\u00e0 e gustare di nuovo il formaggio <\/strong><strong>P<\/strong><strong>armigiano e il vino <\/strong><strong>M<\/strong><strong>alvasia e conoscere tutte le sue altre eccellenze gastronomiche.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pomeriggio sta diventando sera nel soleggiato venerd\u00ec 25 settembre 1514 di una Parma che dopo un\u2019ultima parentesi comunale ed essere passata agli Sforza e poi ai francesi dal 1512 \u00e8 ora sotto il dominio della Chiesa.<\/p>\n","protected":false},"author":1300,"featured_media":20324,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,104],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20333"}],"collection":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1300"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20333"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20333\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20333"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20333"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20333"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}