{"id":21292,"date":"2026-06-15T14:58:35","date_gmt":"2026-06-15T12:58:35","guid":{"rendered":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/?p=21292"},"modified":"2026-06-16T13:45:41","modified_gmt":"2026-06-16T11:45:41","slug":"franco-maria-ricci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/franco-maria-ricci\/","title":{"rendered":"Franco Maria Ricci"},"content":{"rendered":"<p>Franco Maria Ricci nasce a Parma il 2 dicembre 1937: \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 importanti grafici italiani del Novecento. Editore, grafico, collezionista e bibliofilo, dedica la sua intera vita alla ricerca della bellezza e all&#8217;eccellenza tipografica, trasformando il libro in un vero e proprio oggetto d&#8217;arte. Dopo aver frequentato il liceo classico \u201cRomagnosi\u201d di Parma, si laurea in geologia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Parma e lavora per un periodo come geologo per la Gulf Oil in Turchia. Tornato in Italia, si dedica alla grafica pubblicitaria e al design, distinguendosi per uno stile elegante e raffinato che sarebbe poi diventato il tratto distintivo della sua attivit\u00e0 editoriale. La sua carriera editoriale inizia nel 1963 con la ristampa anastatica del <strong><em>Manuale Tipografico<\/em> di Giambattista Bodoni,<\/strong> figura che influenz\u00f2 profondamente la sua concezione dell&#8217;editoria. Negli anni successivi fonda la casa editrice \u201cFranco Maria Ricci\u201d, specializzandosi in volumi di pregio caratterizzati da carta di alta qualit\u00e0, copertine nere in seta e una cura grafica eccezionale. Uno dei suoi progetti pi\u00f9 celebri \u00e8 la collana <strong><em>&#8220;La Biblioteca di Babele&#8221;<\/em><\/strong>, diretta dallo scrittore argentino Jorge Luis Borges (1899-1986), che proponeva ai lettori opere rare o dimenticate della letteratura mondiale. Grazie ai rapporti con importanti intellettuali come lo stesso Borges, Italo Calvino (1923-1985) e Umberto Eco (1932-2016), Ricci contribuisce alla diffusione di testi fondamentali della cultura internazionale. Nel 1982 fonda la rivista d&#8217;arte <strong><em>FMR<\/em><\/strong>, pubblicata in diverse lingue e considerata una delle pi\u00f9 eleganti riviste culturali del mondo. Il regista Federico Fellini (1920-1993) la defin\u00ec \u00abla perla nera dell&#8217;editoria mondiale\u00bb, mentre Jacqueline Kennedy Onassis (1929-1994) la descrisse come \u00abla pi\u00f9 bella rivista del mondo\u00bb. Le sue pagine combinavano saggi d&#8217;arte, fotografia di altissima qualit\u00e0 e una grafica inconfondibile dominata dal colore nero. Ricci pubblica inoltre opere diventate leggendarie, tra cui la prima edizione del <em>Codex Seraphinianus<\/em> di Luigi Serafini, uno dei libri illustrati pi\u00f9 enigmatici e celebri del XX secolo. A partire dagli anni 2000 concentra le proprie energie nella realizzazione del suo progetto pi\u00f9 ambizioso: il <strong>Labirinto della Masone<\/strong>, inaugurato nel 2015 a Fontanellato. Ispirato anche dalle conversazioni con Borges sul tema del labirinto, il complesso unisce un grande labirinto di bamb\u00f9, un museo, una biblioteca e spazi espositivi, diventando uno dei pi\u00f9 importanti poli culturali dell&#8217;Emilia-Romagna. Nel 2005 riceve il titolo di <em>Commandeur dans l&#8217;Ordre des Arts et des Lettres<\/em> dal governo francese, uno dei pi\u00f9 prestigiosi riconoscimenti culturali della Francia.<br \/>\nDopo una lunga malattia, Franco Maria Ricci muore il 10 settembre 2020 nella sua casa di Fontanellato, all&#8217;et\u00e0 di 82 anni. La sua eredit\u00e0 culturale continua attraverso la casa editrice, il Labirinto della Masone e la rinascita della rivista FMR.<\/p>\n<h2>Bibliografia<\/h2>\n<p>Chi era Franco Maria Ricci, <a href=\"https:\/\/www.rivistastudio.com\/franco-maria-ricci\/\">https:\/\/www.rivistastudio.com\/franco-maria-ricci\/<\/a><br \/>\nFranco Maria Ricci Editore, <em>The Publisher<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.francomariaricci.com\">https:\/\/www.francomariaricci.com<\/a><br \/>\n<em>Franco Maria Ricci<\/em>, Wikipedia, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Franco_Maria_Ricci\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Franco_Maria_Ricci<\/a><br \/>\n<em>FMR Magazine<\/em>, Wikipedia, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/FMR_Magazine\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/FMR_Magazine<\/a><br \/>\n<em>Labirinto della Masone<\/em>, Wikipedia, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Labirinto_della_Masone\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Labirinto_della_Masone<\/a><\/p>\n<p><strong>Il Labirinto della Masone<\/strong><\/p>\n<p>Il Labirinto della Masone si trova a Fontanellato, in provincia di Parma, e rappresenta una delle pi\u00f9 originali realizzazioni culturali dell&#8217;Italia contemporanea. Ideato dall&#8217;editore, collezionista e bibliofilo Franco Maria Ricci (1937-2020), il complesso costituisce un esempio unico di integrazione tra architettura, paesaggio, arte e patrimonio librario. Inaugurato nel 2015 dopo oltre dieci anni di progettazione e lavori, il Labirinto della Masone \u00e8 considerato il pi\u00f9 grande labirinto al mondo realizzato interamente in bamb\u00f9 e rappresenta il coronamento della visione culturale di Ricci, fondata sulla ricerca della bellezza e sulla valorizzazione della tradizione artistica europea. L&#8217;importanza del Labirinto della Masone non risiede esclusivamente nelle sue dimensioni o nella sua peculiarit\u00e0 botanica, ma soprattutto nel suo significato simbolico e nella funzione culturale che svolge. Il complesso ospita infatti una vasta collezione d&#8217;arte, una biblioteca specializzata e numerose attivit\u00e0 espositive e didattiche, configurandosi come un centro culturale multidisciplinare.<br \/>\nL&#8217;idea del labirinto nacque dall&#8217;interesse di Franco Maria Ricci per la simbologia del dedalo, tema ricorrente nella letteratura, nella filosofia e nella storia dell&#8217;arte. Un ruolo fondamentale nella maturazione del progetto fu svolto dall&#8217;amicizia con lo scrittore argentino Jorge Luis Borges (1899-1986), autore che fece del labirinto una delle immagini pi\u00f9 rappresentative della propria produzione letteraria. Nel corso degli anni Ricci approfond\u00ec il significato storico e simbolico dei labirinti, considerandoli metafore della conoscenza e dell&#8217;esperienza umana. Queste riflessioni si tradussero progressivamente nel desiderio di realizzare un labirinto reale, capace di unire natura, arte e architettura in un unico spazio culturale. La progettazione fu affidata agli architetti Pier Carlo Bontempi (1954-) e Davide Dutto (1975 ca.). I lavori iniziarono nel 2005 con la piantumazione delle prime specie di bamb\u00f9 e si conclusero nel 2015 con l&#8217;apertura ufficiale al pubblico. Il risultato finale \u00e8 un complesso monumentale che si estende su circa sette ettari e mezzo di superficie, diventando una delle principali attrazioni culturali dell&#8217;Emilia-Romagna.<br \/>\nDal punto di vista architettonico, il Labirinto della Masone si distingue per la combinazione di elementi classici e contemporanei. La struttura generale richiama la forma di una stella a otto punte, ispirata alle citt\u00e0 fortificate rinascimentali, mentre il sistema dei percorsi interni si rif\u00e0 ai modelli dei labirinti romani. L&#8217;elemento pi\u00f9 caratteristico \u00e8 costituito dal bamb\u00f9, scelto da Ricci per le sue qualit\u00e0 estetiche e simboliche. Nel parco sono presenti oltre duecentomila piante appartenenti a numerose variet\u00e0 differenti, alcune delle quali raggiungono altezze superiori ai dieci metri. Il bamb\u00f9, grazie alla sua crescita rapida e alla sua resistenza, crea pareti vegetali che trasformano il percorso in un&#8217;esperienza suggestiva. Al centro del complesso si trova una grande piazza circondata da edifici in stile neoclassico realizzati con mattoni e materiali tradizionali. Questa scelta architettonica riflette l&#8217;interesse di Ricci per l&#8217;arte e l&#8217;urbanistica rinascimentale, evidenziando il dialogo tra natura e costruzione umana.<br \/>\nUno degli aspetti pi\u00f9 significativi del Labirinto della Masone \u00e8 la sua funzione culturale. Il complesso ospita infatti una selezione della collezione privata di Franco Maria Ricci, composta da circa cinquecento opere d&#8217;arte databili tra il XVI e il XX secolo. Le collezioni comprendono dipinti, sculture, oggetti d&#8217;arte decorativa e testimonianze della storia del collezionismo europeo. Attraverso queste opere il visitatore pu\u00f2 seguire un percorso che attraversa diversi secoli di produzione artistica, offrendo una visione ampia della cultura figurativa occidentale. Accanto al museo si trova una biblioteca specializzata che conserva numerosi volumi rari dedicati alla tipografia, alla storia del libro e all&#8217;arte della stampa. Particolare rilievo assume la presenza di opere legate a Giambattista Bodoni, celebre tipografo parmense che esercit\u00f2 una profonda influenza sulla formazione culturale di Ricci. La biblioteca testimonia il ruolo centrale che il libro ha avuto nella vita dell&#8217;editore e costituisce una naturale prosecuzione della sua attivit\u00e0 editoriale, caratterizzata dalla produzione di volumi di altissima qualit\u00e0 tipografica.<br \/>\nFin dall&#8217;antichit\u00e0 il labirinto \u00e8 stato interpretato come simbolo del viaggio, della ricerca e della conoscenza. Nella mitologia greca rappresentava il luogo della prova e dello smarrimento, mentre nella tradizione medievale divenne metafora del cammino spirituale dell&#8217;uomo. Franco Maria Ricci recuper\u00f2 questa tradizione attribuendo al proprio labirinto un significato culturale ed esistenziale. Percorrere il dedalo significa affrontare un itinerario fatto di scelte, deviazioni e scoperte, analogo al percorso della conoscenza umana. In questa prospettiva il visitatore non \u00e8 soltanto uno spettatore, ma diventa protagonista di un&#8217;esperienza che coinvolge dimensioni fisiche, intellettuali e simboliche.<br \/>\nIl Labirinto della Masone costituisce oggi una delle pi\u00f9 importanti realizzazioni culturali italiane del XXI secolo, che unisce architettura, paesaggio, arte e bibliografia in un complesso di grande valore storico e simbolico. La sua originalit\u00e0 risiede nella capacit\u00e0 di trasformare un&#8217;antica figura simbolica in un luogo concreto di incontro tra natura e cultura.<\/p>\n<h2>Bibliografia<\/h2>\n<p>Fondo Ambiente Italiano, <em>Labirinto della Masone<\/em>, <a href=\"https:\/\/fondoambiente.it\/luoghi\/labirinto-della-masone\">LABIRINTO DELLA MASONE | I Luoghi del Cuore &#8211; FAI<\/a><br \/>\nItalia.it, <em>Il Labirinto della Masone<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.italia.it\/it\/emilia-romagna\/parma\/labirinto-della-masone\">Il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci &#8211; Italia.it<\/a><br \/>\nLabirinto della Masone, <a href=\"https:\/\/www.labirintodifrancomariaricci.it\/\">https:\/\/www.labirintodifrancomariaricci.it<\/a><br \/>\n<em>Labirinto della Masone<\/em>, Wikipedia, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Labirinto_della_Masone\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Labirinto_della_Masone<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i tanti esempi eccelsi di architettura e di ricchezza artistica di Parma e dintorni, il maniero medievale della Rocca di Soragna \u00e8 una delle strutture storiche pi\u00f9 conosciute in Emilia-Romagna<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":21295,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[95],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21292"}],"collection":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21292"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21292\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21295"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/parmigianoreggiano.museidelcibo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}