Fontevivo è un luogo storico fondamentale per il Parmigiano Reggiano, considerato una delle culle del “Re dei formaggi” grazie ai monaci cistercensi dell’Abbazia di San Bernardo che nel XII secolo bonificarono la zona, trasformandola in pascoli ideali per la produzione di latte e l’allevamento di bovini, base essenziale per la nascita del formaggio Parmigiano.
Storicamente, l’area di produzione del formaggio Parmigiano si sviluppò lungo due direttrici principali, entrambe caratterizzate dalla presenza monastica:
- Tra Campegine, Calerno e Cadè (sulla riva destra del fiume Enza, in area Reggiana).
- Tra Fidenza, Fontevivoe Fontanellato (sulla riva sinistra del Taro, in area Parmense).
Per produrre una forma di formaggio era ed è necessario avere a disposizione una discreta quantità di latte in un solo giorno e questo era possibile soltanto avendo a disposizione un centinaio di bovine da latte, condizione che si verificava nella “vaccheria” cistercense di Fontevivo oppure raccogliendo il latte dalle fattorie circonvicine ad un casello.
Il ruolo di Fontevivo non è solo geografico, ma è attestato anche nei documenti storici successivi, a dimostrazione della sua importanza nella filiera.
In un documento storico fondamentale del 7 agosto 1612, il Duca di Parma Ranuccio I Farnese emise un atto che definiva per la prima volta l’area di provenienza del formaggio per essere denominato “di Parma”. Tra i “luoghi circonvicini alla medesima città di Parma” autorizzati, viene menzionata esplicitamente la zona di Fontevivo, confermandone la centralità nella produzione del caseus parmensis.
Alla morte del Duca, il figlio Odoardo ereditò numerose tenute che producevano Parmigiano e alcune delle più importanti erano proprio a Fontevivo.
