Franco Maria Ricci

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Franco Maria Ricci nasce a Parma il 2 dicembre 1937: è stato uno dei più importanti grafici italiani del Novecento. Editore, grafico, collezionista e bibliofilo, dedica la sua intera vita alla ricerca della bellezza e all’eccellenza tipografica, trasformando il libro in un vero e proprio oggetto d’arte. Dopo aver frequentato il liceo classico “Romagnosi” di Parma, si laurea in geologia presso l’Università di Parma e lavora per un periodo come geologo per la Gulf Oil in Turchia. Tornato in Italia, si dedica alla grafica pubblicitaria e al design, distinguendosi per uno stile elegante e raffinato che sarebbe poi diventato il tratto distintivo della sua attività editoriale. La sua carriera editoriale inizia nel 1963 con la ristampa anastatica del Manuale Tipografico di Giambattista Bodoni, figura che influenzò profondamente la sua concezione dell’editoria. Negli anni successivi fonda la casa editrice “Franco Maria Ricci”, specializzandosi in volumi di pregio caratterizzati da carta di alta qualità, copertine nere in seta e una cura grafica eccezionale. Uno dei suoi progetti più celebri è la collana “La Biblioteca di Babele”, diretta dallo scrittore argentino Jorge Luis Borges (1899-1986), che proponeva ai lettori opere rare o dimenticate della letteratura mondiale. Grazie ai rapporti con importanti intellettuali come lo stesso Borges, Italo Calvino (1923-1985) e Umberto Eco (1932-2016), Ricci contribuisce alla diffusione di testi fondamentali della cultura internazionale. Nel 1982 fonda la rivista d’arte FMR, pubblicata in diverse lingue e considerata una delle più eleganti riviste culturali del mondo. Il regista Federico Fellini (1920-1993) la definì «la perla nera dell’editoria mondiale», mentre Jacqueline Kennedy Onassis (1929-1994) la descrisse come «la più bella rivista del mondo». Le sue pagine combinavano saggi d’arte, fotografia di altissima qualità e una grafica inconfondibile dominata dal colore nero. Ricci pubblica inoltre opere diventate leggendarie, tra cui la prima edizione del Codex Seraphinianus di Luigi Serafini, uno dei libri illustrati più enigmatici e celebri del XX secolo. A partire dagli anni 2000 concentra le proprie energie nella realizzazione del suo progetto più ambizioso: il Labirinto della Masone, inaugurato nel 2015 a Fontanellato. Ispirato anche dalle conversazioni con Borges sul tema del labirinto, il complesso unisce un grande labirinto di bambù, un museo, una biblioteca e spazi espositivi, diventando uno dei più importanti poli culturali dell’Emilia-Romagna. Nel 2005 riceve il titolo di Commandeur dans l’Ordre des Arts et des Lettres dal governo francese, uno dei più prestigiosi riconoscimenti culturali della Francia.
Dopo una lunga malattia, Franco Maria Ricci muore il 10 settembre 2020 nella sua casa di Fontanellato, all’età di 82 anni. La sua eredità culturale continua attraverso la casa editrice, il Labirinto della Masone e la rinascita della rivista FMR.

Bibliografia

Chi era Franco Maria Ricci, https://www.rivistastudio.com/franco-maria-ricci/
Franco Maria Ricci Editore, The Publisher, https://www.francomariaricci.com
Franco Maria Ricci, Wikipedia, https://en.wikipedia.org/wiki/Franco_Maria_Ricci
FMR Magazine, Wikipedia, https://en.wikipedia.org/wiki/FMR_Magazine
Labirinto della Masone, Wikipedia, https://en.wikipedia.org/wiki/Labirinto_della_Masone

Il Labirinto della Masone

Il Labirinto della Masone si trova a Fontanellato, in provincia di Parma, e rappresenta una delle più originali realizzazioni culturali dell’Italia contemporanea. Ideato dall’editore, collezionista e bibliofilo Franco Maria Ricci (1937-2020), il complesso costituisce un esempio unico di integrazione tra architettura, paesaggio, arte e patrimonio librario. Inaugurato nel 2015 dopo oltre dieci anni di progettazione e lavori, il Labirinto della Masone è considerato il più grande labirinto al mondo realizzato interamente in bambù e rappresenta il coronamento della visione culturale di Ricci, fondata sulla ricerca della bellezza e sulla valorizzazione della tradizione artistica europea. L’importanza del Labirinto della Masone non risiede esclusivamente nelle sue dimensioni o nella sua peculiarità botanica, ma soprattutto nel suo significato simbolico e nella funzione culturale che svolge. Il complesso ospita infatti una vasta collezione d’arte, una biblioteca specializzata e numerose attività espositive e didattiche, configurandosi come un centro culturale multidisciplinare.
L’idea del labirinto nacque dall’interesse di Franco Maria Ricci per la simbologia del dedalo, tema ricorrente nella letteratura, nella filosofia e nella storia dell’arte. Un ruolo fondamentale nella maturazione del progetto fu svolto dall’amicizia con lo scrittore argentino Jorge Luis Borges (1899-1986), autore che fece del labirinto una delle immagini più rappresentative della propria produzione letteraria. Nel corso degli anni Ricci approfondì il significato storico e simbolico dei labirinti, considerandoli metafore della conoscenza e dell’esperienza umana. Queste riflessioni si tradussero progressivamente nel desiderio di realizzare un labirinto reale, capace di unire natura, arte e architettura in un unico spazio culturale. La progettazione fu affidata agli architetti Pier Carlo Bontempi (1954-) e Davide Dutto (1975 ca.). I lavori iniziarono nel 2005 con la piantumazione delle prime specie di bambù e si conclusero nel 2015 con l’apertura ufficiale al pubblico. Il risultato finale è un complesso monumentale che si estende su circa sette ettari e mezzo di superficie, diventando una delle principali attrazioni culturali dell’Emilia-Romagna.
Dal punto di vista architettonico, il Labirinto della Masone si distingue per la combinazione di elementi classici e contemporanei. La struttura generale richiama la forma di una stella a otto punte, ispirata alle città fortificate rinascimentali, mentre il sistema dei percorsi interni si rifà ai modelli dei labirinti romani. L’elemento più caratteristico è costituito dal bambù, scelto da Ricci per le sue qualità estetiche e simboliche. Nel parco sono presenti oltre duecentomila piante appartenenti a numerose varietà differenti, alcune delle quali raggiungono altezze superiori ai dieci metri. Il bambù, grazie alla sua crescita rapida e alla sua resistenza, crea pareti vegetali che trasformano il percorso in un’esperienza suggestiva. Al centro del complesso si trova una grande piazza circondata da edifici in stile neoclassico realizzati con mattoni e materiali tradizionali. Questa scelta architettonica riflette l’interesse di Ricci per l’arte e l’urbanistica rinascimentale, evidenziando il dialogo tra natura e costruzione umana.
Uno degli aspetti più significativi del Labirinto della Masone è la sua funzione culturale. Il complesso ospita infatti una selezione della collezione privata di Franco Maria Ricci, composta da circa cinquecento opere d’arte databili tra il XVI e il XX secolo. Le collezioni comprendono dipinti, sculture, oggetti d’arte decorativa e testimonianze della storia del collezionismo europeo. Attraverso queste opere il visitatore può seguire un percorso che attraversa diversi secoli di produzione artistica, offrendo una visione ampia della cultura figurativa occidentale. Accanto al museo si trova una biblioteca specializzata che conserva numerosi volumi rari dedicati alla tipografia, alla storia del libro e all’arte della stampa. Particolare rilievo assume la presenza di opere legate a Giambattista Bodoni, celebre tipografo parmense che esercitò una profonda influenza sulla formazione culturale di Ricci. La biblioteca testimonia il ruolo centrale che il libro ha avuto nella vita dell’editore e costituisce una naturale prosecuzione della sua attività editoriale, caratterizzata dalla produzione di volumi di altissima qualità tipografica.
Fin dall’antichità il labirinto è stato interpretato come simbolo del viaggio, della ricerca e della conoscenza. Nella mitologia greca rappresentava il luogo della prova e dello smarrimento, mentre nella tradizione medievale divenne metafora del cammino spirituale dell’uomo. Franco Maria Ricci recuperò questa tradizione attribuendo al proprio labirinto un significato culturale ed esistenziale. Percorrere il dedalo significa affrontare un itinerario fatto di scelte, deviazioni e scoperte, analogo al percorso della conoscenza umana. In questa prospettiva il visitatore non è soltanto uno spettatore, ma diventa protagonista di un’esperienza che coinvolge dimensioni fisiche, intellettuali e simboliche.
Il Labirinto della Masone costituisce oggi una delle più importanti realizzazioni culturali italiane del XXI secolo, che unisce architettura, paesaggio, arte e bibliografia in un complesso di grande valore storico e simbolico. La sua originalità risiede nella capacità di trasformare un’antica figura simbolica in un luogo concreto di incontro tra natura e cultura.

Bibliografia

Fondo Ambiente Italiano, Labirinto della Masone, LABIRINTO DELLA MASONE | I Luoghi del Cuore – FAI
Italia.it, Il Labirinto della Masone, Il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci – Italia.it
Labirinto della Masone, https://www.labirintodifrancomariaricci.it
Labirinto della Masone, Wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Labirinto_della_Masone