
Esterno dell’Abbazia di Fontevivo
Di Monica Massolin
Il territorio che circonda Fontevivo è un paesaggio tipico della pianura parmense, modellato nei secoli dall’acqua, dall’agricoltura e dalla presenza di monasteri, corti rurali e grandi poderi. Racchiuso tra la Via Emilia a sud, l’autostrada del Sole a nord e il corso del Taro a est, questo tratto di pianura conserva ancora oggi un equilibrio particolare tra piccoli centri storici, campagna produttiva e testimonianze artistiche e architettoniche di grande rilievo.
Fontevivo nasce e si sviluppa attorno alla grande Abbazia cistercense di San Bernardo, uno dei più importanti complessi monastici medievali del territorio parmense. Ancora oggi il borgo mantiene l’impianto raccolto e silenzioso tipico dei centri nati attorno a un monastero: portici, corti, edifici storici e la grande piazza abbaziale raccontano il ruolo che questo luogo ebbe nella bonifica delle terre e nello sviluppo agricolo della pianura.
A pochi chilometri dal Museo del Parmigiano Reggiano si trova Fontanellato, borgo storico dominato dalla Rocca Sanvitale, castello circondato dall’acqua e celebre per gli affreschi del Parmigianino custoditi nella Saletta di Diana e Atteone. Il centro storico conserva ancora il carattere della piccola città murata emiliana, tra portici, piazze e architetture religiose.
Nello stesso territorio sorge anche il Labirinto della Masone, complesso culturale ideato da Franco Maria Ricci e immerso nella campagna tra Fontanellato e Fontevivo. Il grande labirinto di bambù, insieme agli spazi espositivi e alla collezione d’arte, rappresenta oggi uno dei luoghi culturali più visitati della provincia di Parma.
Muovendosi tra Fontevivo, Fontanellato, Priorato e le campagne circostanti, il paesaggio alterna strade alberate, canali, corti agricole e caseifici. È un territorio in cui la presenza dell’acqua — dai fontanili ai canali di bonifica — ha determinato nei secoli la fertilità della pianura e lo sviluppo dell’allevamento bovino, elemento fondamentale per la nascita e la diffusione del Parmigiano Reggiano.
Anche oggi questo tratto di pianura conserva una forte identità rurale e produttiva: accanto ai luoghi della storia e dell’arte sopravvive infatti il paesaggio agricolo che ha reso celebre il Parmense nel mondo, fatto di stalle, campi coltivati, filari e piccoli nuclei abitati che scandiscono ancora il ritmo lento della campagna emiliana.

Di Filippo Fontana
Nel territorio compreso tra Fontevivo e Fontanellato, la storia affonda le sue radici in un passato remoto.

Di Filippo Fontana
Nel maggio del 1142 un gruppo di monaci provenienti dall’abbazia di Chiaravalle della Colomba, presso Alseno, si insediò in una zona di pianura ricca di fontanili e risorgive, in un territorio allora incolto e segnato dalle acque stagnanti dei Tari morti.

Nel transetto sinistro dell’Abbazia di Fontevivo, si erge il sepolcro di don Ferdinando di Borbone, duca di Parma dal 1765 al 1802, morto proprio a Fontevivo.
L’opera, in marmo bianco di Carrara, venne realizzata nel 1803 dall’architetto di origini spagnole Francisco Martin Lopez (Parma 2 agosto 1772-Parma 22 ottobre 1822) in stile impero




