Intervista a Valentino Villanova, l’illustratore che ha dato vita al simpatico leprotto dei Musei del Cibo.

Home/Assaggi/Intervista a Valentino Villanova, l’illustratore che ha dato vita al simpatico leprotto dei Musei del Cibo.

Curiosa, vivace e sempre pronta a nuove scoperte: Parmigiana Jones è la mascotte che accompagna i più piccoli nell’esplorazione dei Musei del Cibo, trasformando la visita in un’esperienza di gioco e apprendimento.
Ma come nasce un personaggio capace di parlare ai bambini e di guidarli alla scoperta del patrimonio culturale? Lo abbiamo chiesto al suo creatore, Valentino Villanova, disegnatore, illustratore e fumettista padovano che, dopo quindici anni di attività come architetto, ha scelto di trasformare la passione per il disegno nella propria professione, specializzandosi nella realizzazione di illustrazioni per il mondo della comunicazione.

Qual è il processo creativo che porta alla nascita di una mascotte come Parmigiana Jones?
Il primo passo è creare una silhouette, una sagoma che renda il personaggio immediatamente riconoscibile. Poi si lavora alla sua immagine complessiva: una mascotte deve essere semplice, tanto da poter essere riprodotta facilmente anche dai bambini, e sufficientemente versatile da adattarsi a diverse forme narrative, come il fumetto. È un processo che richiede attenzione a molti aspetti, ma devo dire che questa fase creativa è stata indubbiamente la più divertente!

Come siete arrivati a scegliere proprio una lepre e quali sono i punti di forza di Parmigiana Jones?
Fin dall’inizio immaginavamo un personaggio che potesse accompagnare i bambini alla scoperta dei musei. Ci serviva quindi un esploratore, qualcuno che trasmettesse curiosità e voglia di conoscere. Anche il nome nasce da questa idea e richiama una figura di avventuriero molto conosciuta nell’immaginario contemporaneo (a cui si è legato un gioco di parole dove l’attributo “parmigiana” crea un legame con il territorio)*.
Per quanto riguarda l’aspetto, abbiamo preso in considerazione diversi animali prima di scegliere la lepre. È un animale dinamico e vivace, caratteristiche che si adattano perfettamente al ruolo di Parmigiana Jones. La semplicità del disegno, inoltre, la rende facilmente riconoscibile e vicina al mondo dei bambini.

In che modo una mascotte può arricchire l’esperienza di visita dei più piccoli?
Un personaggio come Parmigiana Jones può essere protagonista di strumenti e attività differenti, aiutando i bambini a scoprire il museo divertendosi. Attraverso la mappa e l’audioguida, ad esempio, li accompagna nell’esplorazione e li invita a vivere la visita in modo attivo. Questo favorisce l’apprendimento e permette di ricordare meglio ciò che si è visto.
A questo proposito mi viene in mente un’esperienza personale. Durante una visita al Museo di Canova con mia figlia, i bambini erano stati invitati a disegnare alcune delle sculture esposte, utilizzando semplicemente un foglio e una matita. Mia figlia si divertì moltissimo e, alla fine della visita, ricordava persino i nomi delle opere! È un esempio di quanto il coinvolgimento diretto possa rendere l’esperienza al museo più significativa.

Oltre ad accompagnare i bambini durante la visita, quale valore può avere una mascotte per un’istituzione culturale?
Una mascotte ha una personalità, una voce e la possibilità di raccontare delle storie. Per questo può instaurare un rapporto con il pubblico diverso da quello di un semplice logo, soprattutto quando ci rivolgiamo ai bambini.
Un personaggio riconoscibile può diventare protagonista di nuove attività e racconti, sviluppando nel tempo un proprio universo narrativo. E anche quando vive avventure diverse, mantiene un legame con il mondo per il quale è stato creato. È proprio questo, secondo me, il suo valore: essere un personaggio capace di accompagnare i bambini in esperienze sempre nuove, mantenendo vivo il loro interesse per ciò che il museo racconta.

*NdA