Le Interviste Impossibili – A cura di Giovanni Ballarini – Camera Picta – Francesco Mazzola e i cibi alchemici

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A cura di Giovanni Ballarini

Camera picta, sale dipinte. Vi sono a Parma alcuni preziosi ambienti, decorati da importanti artisti nel corso dei secoli, dove gli alimenti, la mensa, la produzione agricola hanno il ruolo di protagonisti. Scopriamone i significati reconditi dalla viva voce degli autori, magistralmente intervistati da Giovanni Ballarini.

Molto avanzato è a Parma il cantiere per la costruzione della Basilica di Santa Maria della Steccata, ora diretto da Gian Francesco d’Agrate (1489-1563) che s’interessa anche della sua decorazione. Molto si discute in città sulle decorazioni affidate al concittadino Francesco Mazzola (1503-1540), ai più noto come il Parmigianino, e da poco ritornato a Parma. Dopo aver abitato in diverse case, in questo 1534 alloggia in una residenza con corte e giardino che gli costa trenta ducati l’anno nella quale ci accoglie. Nel piccolo e molto ben tenuto giardinetto della sua casa il Maestro è con Scipione Dalla Rosa (1470-1550) che ha commissionato al Parmigianino gli affreschi della basilica di Santa Maria della Steccata.

Senza alcun indugio chiediamo al Maestro quale sarà l’oggetto degli affreschi soprattutto di quelli del catino absidale che sovrastava l’altare maggiore con l’Incoronazione della Vergine, il sottarco antistante, i cornicioni e le fasce interne dell’arco.
La ringrazio della sua domanda perché proprio ora stavamo discutendo con Messer Scipione Dalla Rosa sulle immagini che intendo rappresentare, precisando che quando mi fu affidato l’incarico non furono precisati i soggetti. Io sostengo che le immagini devono essere consone ai nostri tempi e soprattutto all’opera architettonica in costruzione. Questa basilica ha una pianta a croce greca con bracci chiusi da quattro grandi absidi simmetriche che alcuni, tra i quali io stesso, riteniamo partire da una idea iniziale di Leonardo da Vinci (1452-1519) chiamato nel 1515 da Giuliano de’ Medici allora Governatore di Parma e che la cupola centrale è opera di Antonio da Sangallo il Giovane (1484-1546). Una basilica dei tempi nuovi che deve accogliere immagini delle nuove idee.

Gentile Maestro, nuove immagini di nuove idee. Mi può fare qualche esempio?
Partiamo dalle immagini delle Vergini sagge e delle Vergini stolte che sono state fino ad ora poco rappresentate, se non a quanto mi pare, soltanto nel Codice Purpureo di Rossano (VI secolo), in un affresco del castello di Appiano (XII secolo) e a Roma nel mosaico della facciata di Santa Maria di Trastevere (XIII secolo).
Le vergini che voglio dipingere sono quelle della parabola di Gesù nella quale le Sagge tengono in mano lampade accese e quelle Stolte lampade spente, portando sulla testa vasi dai quali spuntano immagini diverse. Vergini che con il loro moderno modello femminile di corpi allungati, sinuosi e splendenti rappresentano le attuali idee che illuminano e oscurano l’odierno periodo di luci e ombre che sta attraversando anche la nostra Madre Chiesa. La simbologia delle vergini è complessa e non omogenea. La prima è quella di una parte della parabola e si rifà alla prudenza e saggezza dell’attesa. La seconda ha una interpretazione simbolica nella patristica medievale. La terza può essere di una rappresentazione quasi teatrale e la quarta di una tradizione figurativa e sono a queste due ultime che prevalentemente mi voglio riferire.

Ma perché oltre alle Vergini nel suo affresco che vedo prefigurate in alcuni cartoni lei aggiunge una folla di altri simboli di terra, acqua e aria?
Al mio affresco che contiene le Vergini voglio aggiungere un vasto campionario di alimenti di terra, acqua e aria dove domina la Vergine Santa Madre di Dio e tra questi dipingerò conchiglie, arieti, colombe, granchi, decorazioni su sfondo rosso, grottesche dorate in cui si intravvedono aragoste, rane ed altro, festoni di alloro con melograni, carciofi, teste d’aglio, cipolle. Una simbologia complessa che, partendo dalle caratteristiche intrinseche dell’elemento rappresentato, assume significato anche sociale e religioso.

Messer Scipione Dalla Rosa, mi si dice che in città qualcuno sospetta che le immagini che il Parmigianino sta affrescando si possano riferire a pensieri non adatti o per lo meno discutibili in una basilica cristiana, anzi cattolica, soprattutto in un periodo di sconvolgimento religioso come quello ora provocato anche da Martin Lutero (1483-1546)…
Una simbologia cristiana è sempre esistita, basta pensare alla immagine del pesce (Ichthýs) graffito sulle tombe per indicare la fede dei primi cristiani, la stella del cielo che guida i Re magi e tutti gli animali scolpiti sulle pareti e capitelli delle nostre Cattedrali, non ultimi il nostro bel Duomo e Battistero di Parma.
So bene che alcuni potrebbero vedere nelle Vergini Sagge la Santa Romana Chiesa e in quelle Stolte la Falsa Sinagoga ebraica. Non manca poi chi, in queste immagini, possa vedere simboli di una predestinazione con segni di salvezza e perdizione, argomento di grande odierna discussione. In tutto l’affresco, prefigurato nei cartoni del Parmigianino, si potrebbero anche leggere uno o più messaggi, gli animali che si alternano nella decorazione come la colomba e il granchio rappresentano la polarità della innocenza e della falsità. Con altri simboli sempre con segni opposti positivi e negativi in diretto contrasto tra loro. Tutto il ciclo può anche assumere una funzione espressiva di redenzione o di peccato. Vi è inoltre chi, più sottilmente, potrebbe vedere nell’affresco segni dell’alchimia, antica dottrina certamente pericolosa con origini arabe dei tempi passati e oggi presso alcuni di nuova moda. Oggi abbiamo nuove simbologie che stanno dimostrando quanto grande sia la nostra dottrina cristiana, anche se, come in tutte le cose e soprattutto con le innovazioni come il pensiero alchemico, sono sempre necessarie grandi cautele.

Maestro Parmigianino è vero, come si dice, che lei si è avvicinato al pensiero alchemico?
Non mi è facile rispondere alla sua domanda, ma pur ancora abbastanza giovane e sui trenta anni di vita mi sono visto e sentito cambiare nella mia personalità e con altri sintomi che non sto qui a descriverle (N. d. I. – Sintomi che possono essere anche attribuiti a avvelenamento da metalli pesanti come il mercurio e il piombo usati in pittura. Giorgio Vasari (1511-1574) che non poteva sapere questo, li attribuisce a un’ossessiva passione del Parmigianino per l’alchimia che lo avrebbe distolto dal dipingere riducendosi alla miseria e alla follia.). Sentendomi avvicinare a una nuova fase della mia vita il pensiero alchemico mi è sembrato una nuova strada da insegnare anche ad altri, ma con grande cautela anche dopo aver a lungo discusso di questo con il qui presente Messer Scipione Dalla Rosa.

Maestro Parmigianino, in questa parabola delle Vergini sagge e stolte, quale è il suo messaggio? E per quanto riguarda gli alimenti?
Non è facile risponderle in poche parole, ma intendo rappresentare le vergini stolte con il viso sorridente e con il lume spento e con sulla testa un vaso dal quale emergono fiori, mentre questi non compaiono uscire dai vasi posti sulle teste delle vergini sagge dal viso serio, per indicare l’autorevolezza del loro messaggio simbolico della salvezza che viene da una fede che riluce come la fiamma dele loro lampade. Sono convinto anche della importanza di un significato profondo della vita e per questo i quattro componenti del mondo e dell’uomo, la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco devono essere presenti in una sua equilibrata alimentazione con un afflusso e una circolazione costante di elementi illustrati con simboli in quantità proporzionate ai bisogni umani.

Nel ringraziare entrambi, a lei, Messer Dalla Rosa, chiedo come questo nuovo linguaggio del Maestro Parmigianino possa essere accolto dai fedeli che frequenteranno la Basilica dedicata alla Madonna.
La Madonna è una grande madre e certamente potrà accogliere anche alcune novità, che come altre potranno anche poi essere superate, dimenticate e scomparire, ma anche suscitare interesse, discussioni e pareri diversi nei secoli a questo tempo futuri. I fedeli certamente non si stupiranno delle immagini nuove per una basilica e nella maggior parte le guarderanno solo con curiosità come nel passato avevano fatto i loro antenati per le immagini degli animali fantastici scolpiti nei capitelli delle antiche basiliche.